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giovedì 11 giugno 2015

Amo l'estate - racconto breve erotico

Lei dorme su fianco destro, per antica consuetudine rivolge a me il bell'arco della schiena.
Col caldo il suo corpo emana quel profumo di melanina e salato sudore, che io amo e che mi attrae irresistibilmente, come una falena verso la luce mortale.

venerdì 4 aprile 2014

Mattino - racconto breve erotico

I raggi rossi di un sole ancora incerto si facevano strada tra le stecche delle persiane. Scorreva la luce sui pochi mobili, sopra ai quali erano sparsi gli indumenti del giorno prima, e sul muro, che sarebbe stato da tinteggiare ma aspettiamo l’estate, che il lavoro viene meglio.

sabato 2 marzo 2013

Sandalo e frutta - racconto breve erotico


La fine di una giornata di lavoro. Ho i coglioni che mi arrivano a terra.
Però so come ritemprarmi. Apro l’acqua calda mentre mi levo i vestiti. Il vapore invade il bagno infondendo calore all’ambiente.
Entro sotto il getto caldo. Il bagno schiuma al sandalo e lo shampoo alla frutta mi danno un’energia nuova, rilassandomi contemporaneamente.

mercoledì 4 aprile 2012

Lucky - racconto breve horror erotico (Dellastiara, preludio)


Luca, detto Lucky. Il fortunato. Sorride pensando al soprannome ricevuto da chissà chi. Chissà quanto tempo fa. Eppure gli è rimasto appiccicato, quel nomignolo stupido. Anche ora.
Cammina a passi lenti, Lucky. Trascina i piedi avvolti in scarpe sfondate. Le suole consumate lasciano passare il gelo che viene dall’asfalto.

mercoledì 29 febbraio 2012

La doccia - racconto breve erotico

Dita frenetiche, Mario. Digita l’url. Si connette.
Migliaia di miglia. Uno. Zero. Uno. Uno. Zero. Eccetera. Fibre ottiche.
Cicalino del MacBook. Insistente. Lo squillo rimbalza sui muri del monolocale nuiorchese. Dalla porta socchiusa del bagno escono vapori caldi e rumore d’acqua. Pilu-pilù! Pilu-pilù!

domenica 23 ottobre 2011

Mura domestiche - racconto breve erotico


Elena sta lavando i piatti. Sembra spensierata. La schiuma profumata al limone deterge con efficacia. L’acqua calda porta via lo sporco. Spot pubblicitario ripetuto nella vita. Reclàmme domestica. Ogni tanto le scappa dalla labbra un accenno di canzone. Mugugnìo musicale.
Fuori dalla porta l’uomo si guarda intorno. Il corridoio del condominio è deserto. Gli appartamenti hanno occhi chiusi sul mondo. Davanti a se una porta. Chiusa anch’essa. L’uomo srotola il passamontagna nero che tiene in mano. Un’ultima occhiata in giro. Nessuno. Lo indossa e gira piano la maniglia. La porta si apre silenziosa su un salotto ben arredato. Divani, tv, libreria, qualche pianta. Dalla cucina proviene uno sciacquio e un canto sommesso.

giovedì 16 giugno 2011

Notturno - racconto breve erotico

Lui si sveglia. È notte fonda e nella stanza l’unico suono è il respiro di lei. Il suo corpo irradia un tepore soffice. La sua pelle emana un tenue profumo. È persa nei suo sogni e lui la ama. L’uomo muove titubante una mano verso di lei. È pervaso da pensieri strani, mentre il sangue gli si rimescola eccitante nelle vene. Lei è sua. La sente sua. E ora la desidera. Il suo respiro accelera, mentre il cuore comincia a martellargli nel petto. Le dita piano si avvicinano alla spalla di lei, che indossa una canottiera leggera di seta. Le dita sfiorano finalmente la pelle calda, che ha un piccolo fremito involontario. Chissà come si è tradotto nel suo mondo onirico questo gesto? 

mercoledì 15 giugno 2011

Incontro - racconto breve erotico

Con un deciso colpo al pedale misi in moto la mia vespa azzurra e diedi gas per due o tre volte. Sentii l’odore acre della benzina e degli oli bruciati, che salivano verso l’alto in una nuvola azzurrognola. Saltai in sella e mi avviai all’edicola.
Strano, non la uso mai per tragitti così brevi. Tra la mia vecchia casa di corte e la mia meta c’erano infatti soltanto poche centinaia di metri. Comunque in un attimo arrivai e parcheggiando proprio davanti all’edicola da cui mi servivo da anni, anzi direi da sempre, mi chiesi come avrei fatto poi a tornare indietro, dato che mi ero infilato in un senso unico. Senza risolvere il problema entrai in negozio e feci le mie compere. Non ricordo di cosa si trattasse.
Uscito di lì, feci saltare la moto dal suo cavalletto e la girai per tornare indietro a braccio, almeno per un tratto.
La sentii stranamente pesante. Feci molta fatica a trascinarla lungo il marciapiede dal manto disconnesso e pieno di buche. Misi un piede in fallo, la vespa si sbilanciò e dovetti fare da contrappeso con tutto il corpo per poterla rimettere in equilibrio.
Voltandomi la vidi.
Forse era stata lei ad urtarmi leggermente oppure fui io a scansarmi per lasciarla passare, ricordo di averla percepita avvicinarsi.