lunedì 30 marzo 2015

Bambino - versi


Abbandonarsi al sonno
con le braccia alzate.

Una resa incondizionata
al dolce Morfeo.

Essere travolti dal riso
o dal pianto.

Provare tutta la gioia e tutto il dolore
del mondo.

Essere nel momento.
Completamente immerso nell’attimo
che mai più ritorna.


Nessun prima. Né poi.

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Versi di Ago

venerdì 6 marzo 2015

L'incontro - racconto breve noir (Dellastiara, ep. 18)

L'agente Rambaldi accosta nella tipica doppia fila della città, lasciando i lampeggianti accesi, per segnalare la falsa operazione ufficiale della volante. Il tenente Dellastiara scende veloce, facendo cenno al sacerdote di seguirlo.
Manlio estrae il mazzo di chiavi e apre il portone. Con passo sicuro si dirige verso destra, aprendo con una spallata un vecchio uscio di legno, che dà su una stretta rampa di scale in discesa. Dopo il quarto gradino, la coppia è assalita dall'odore di fredda umidità proveniente dai sotterranei antichi di quel palazzo.

venerdì 30 gennaio 2015

Strani alleati - racconto breve noir (Dellastiara, Ep. 17)

Rambaldi dove cazzo vai?
L’urlo percorre le pareti del corridoio, rimbalzando fino a raggiungere la caviglia dell’agente Mauro Rambaldi, in veloce fuga verso la sua postazione di lavoro, avvinghiandosi ad essa come le bolas di un gaucho. Immobilizzandolo.
Raggiungo in un baleno il fuggente Rambaldi, prendendolo per la collottola della giacca.
Rambaldi tu adesso vieni con me. Non abbiamo ancora finito!

venerdì 9 gennaio 2015

Rivelazioni - racconto breve noir (Dellastiara, Ep. 16)

Il tenente Dellastiara era seduto nel suo ufficio. Quello che fino a pochi giorni fa era il suo pensatoio ora era devastato da uno strano ordine che non gli apparteneva. Con i piedi sulla scrivania sgombra e il frusto cappello alla Humphrey Bogart sulle ventitré, Manlio tentava di dare un senso agli avvenimenti recenti, che avevano non poco sconvolto la sua vita. Non ultimo, doveva ripescare il suo amico Endi da quel mare di guai in cui rischiava di annegare.

martedì 16 dicembre 2014

Odore di ruggine - racconto breve noir (Dellastiara, ep. 15)

Apre gli occhi ma non vede nulla, solo un torbido buio che gli danza sulle iridi cieche. Lieve è il rumore dell’umidità che trasuda dalle pietre della sua prigione, formando rivoli di salnitro lungo i muri. Il freddo alle mani è diventato insostenibile. Tenta di portarle alla bocca per alitare sulle dita inerti un soffio vitale. Novello Dio - Adamo michelangiolesco. Qualcosa le blocca. Odore di ruggine.

lunedì 27 ottobre 2014

Closed - racconto breve (Dellastiara, ep. 14)

Manlio Dellastiara chiuse la porta del locale, avendo cura di girare il cartello dal lato “closed”. Non aveva le chiavi e si augurava che quello bastasse a tener lontani i malintenzionati.
Poco prima il Menestrello gli aveva svelato alcune cose, che lo avevano lasciato sconvolto e preoccupato. Il tessuto del mondo si stava smagliando, lasciando entrare frammenti di fantasioso orrore, che non solo Manlio ma l’intera società sembravano aver tenuto fuori da sempre.

mercoledì 15 ottobre 2014

È tardi - racconto breve

Il mio funerale è stato bello, tutto sommato.
Si, ho assistito al mio funerale. E mi sono commosso. Non è che sia uno dalle lacrime facili, intendiamoci, però vedere il dolore sincero sul volto delle mie figlie e su quello di mia moglie mi ha toccato. Profondamente.

venerdì 19 settembre 2014

Un'altra ombra - Racconto breve noir (Dellastiara ep. 13 - seconda parte)

Ma cosa cazzo stai dicendo? Il Menestrello? Non hai mica un liuto sottobraccio o un piffero del cazzo. Né un cappello a punta con la piuma. I menestrelli non esistono più, tranne Branduardi si intende, ma non so se faccia ancora concerti comunque.
Il Menestrello eh? Allora raccontami una storia! Smettila di sorseggiare rhum con quell’aria da signor Sotutto. Spiegami, parlami, non mi lasciare sulle spine!

lunedì 8 settembre 2014

Un'altra ombra - racconto breve noir (Dellastiara, ep. 13 prima parte)

Un’ombra si mosse al di là del vetro della vetrina. Una forma scura, i cui contorni riverberavano del rosso dei neon dell’insegna di Endi’s.
L’ombra si mosse verso la porta del locale. Dellastiara si accucciò dietro il bancone, sperando di non essere stato visto. Sperò anche che la figura non fosse stata richiamata dal rumore degli spari. Poi si rese conto che stava sperando troppe cose e quindi preferì rimanere accucciato e basta. In attesa degli eventi.

martedì 2 settembre 2014

Neve - Haiku


Il tuo viso
nell’inverno lontano

cade la neve

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un haiku di Ago

foto tratta dal blog riccardorimondi.blogspot.it