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mercoledì 8 febbraio 2012

Contatto - racconto breve di fantascienza

Era lì, in mezzo a milioni di altri, Davide. Più grossi di lui. Più grandi di lui. Un ago in un pagliaio. Si nascondeva bene, Davide. O piuttosto, era difficile da trovare.
Però un contatto ci fu. Il destino? Il caso?
Una sera in un bar da solo, Davide sentì due di loro parlare. Avevano toni sommessi ma lui percepì comunque un forte accento. Straniero.

venerdì 30 dicembre 2011

È guerra - racconto breve di fantascienza


I galeoni salparono dal porto spaziale di Bibractys. Sotto lo sguardo vigile del Teocrate.
Dal ponte dell’ammiraglia il capitano Nicandrus Darjii osservava le operazioni di manovra, covando orgoglio ed eccitazione. Finalmente, pensava.
Alcune parole del discorso del Teocrate gli rimbombavano nella mente, aumentando l’esaltazione per l’impresa. Ora porteremo la voce del vero Dio in tutto l’universo. Creeremo una nazione libera dalla schiavitù delle macchine e della scienza. Saranno gli uomini a possedere il mondo, non più gli scienziati!

martedì 22 novembre 2011

Il relitto - racconto di fantascienza

Il relitto rolla lento, trascinato da invisibili correnti. Il nulla intorno. Sulla fiancata che vediamo per prima non c’è niente di insolito. Tranne l’assenza di luci. Incontrare il cadavere di una nave, al buio, in mezzo al niente, mi ha sempre provocato un brivido. Non credo che mi ci abituerò mai.
Fred, il capitano, vuole circumnavigare il relitto da tutti i lati. Sulla fiancata opposta troviamo il danno. Un’enorme falla si apre nello scafo. Bocca spalancata. Urlo muto nel vuoto sordo. L’intera nave sembra un viso contratto dal dolore, morto nell’istante della suprema agonia. Morto nello spazio.
Il nostro lavoro è semplice. Noi recuperiamo. Le navi, i loro carichi. Qualche cadavere. Talvolta.

sabato 14 maggio 2011

Proxima - racconto di fantascienza

Siamo in viaggio da quasi due secoli ormai. Abbiamo attraversato la galassia per raggiungere la stella più vicina al Sole. Infatti eccola là: Proxima Centauri.
Gli scienziati e gli astronomi della Terra erano riusciti a scrutare al di là degli spazi siderali. Avevano visto dei pianeti ruotare stupidamente attorno a questa fiamma nel vuoto del cosmo, come falene attorno a una candela.
Così le agenzie spaziali americana ed europea avevano creato una nave spaziale, capace di affrontare un viaggio che nelle stime degli esperti sarebbe durato circa 40 anni, grazie ad un motore a ioni che le avrebbe impresso una spinta pari a quasi la metà della velocità della luce.
L’equipaggio era stato selezionato e contava cinquanta persone, tutti al di sotto dei venticinque anni di età. Venticinque uomini e venticinque donne. Tra le menti più geniali del nostro pianeta. Le venticinque coppie erano unite da una sorta di matrimonio scientifico. Dovevano accoppiarsi e procreare, così che la seconda generazione avrebbe potuto sbarcare su uno di quei pianeti. E colonizzarlo.