giovedì 14 luglio 2011

Scrivere - racconto breve

tik tik tik


Le mie dita battono frenetiche sui tasti. Le lettere appaiono ordinatamente le une dopo le altre sullo schermo. Le lettere generano parole. Le parole concetti. Eccetera.
Seduto alla scrivania sono impegnato da giorni nello scrivere un racconto che possa interessare. Qualcuno, ma anche no.

tik tik sciack (barra spaziatrice) tik tik. punto


Aggredisco la pagina video con un fuoco continuo di segni neri. Carattere Times, ma poi lo si cambia. Posiziono parole con un senso tutto loro dietro ad altre parole, che ne modificano il significato. Oppure lo correggono. Come un impercettibile cambio di rotta, magari meno di un decimo di grado, che poi sulla lunga distanza del percorso del testo e della vita, portano in tutt’altra direzione, ad un approdo mai immaginato. Una terra sconosciuta di significati e prospettive incognite. La foresta vergine dei lemmi inesplorati si schiude con un sospiro d’amante davanti ad uno scrittore che non può far altro che cedere alle sue lusinghe. E penetrarla con amore.

tik sciack tik tik tik sciack tik tik sciack tik
tluk (a capo)

Io, uomo-esploratore della strana semantica, avanzo piano, circospetto, attraverso le parole il cui peso cambia in base alla posizione. Non so dove esse mi stiano portando. Semplicemente traduco in movimenti i miei pensieri. Neuroni + sinapsi = impulso nervoso a tutta una serie di muscoli, collegati a tendini e ossa, per arrivare al colpo sulla tastiera. Quindi impulso nervoso a rovescio che comunica al cervello l’esecuzione dell’ordine. Poi occhio che riceve gli stimoli luminosi e li trasmette al cervello. Cervello che verifica, chiedendosi chi diavolo mai abbia scritto quelle idiozie!

plick plic plick plick (tasto per cancellare)

Va bene. Anzi no. Ma qual’è poi il senso ultimo di questo scrivere?

plick plick plick...
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un racconto breve di AGO

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