martedì 19 novembre 2013

Terra dei Fuochi - racconto breve

Gli uomini si fermarono in quelle terre, dove i monti degradavano dolcemente al mare, che si vedeva all’orizzonte. Il sole rifletteva i suoi raggi sulle onde lontane mentre un tiepido vento primaverile spirava da ovest, portandone il profumo. Il capo di quegli uomini piantò un palo nel terreno. Questa sarà la nostra casa, disse. Quegli uomini e quelle donne amarono le terre che avevano scelto e le fecero prosperare. Sudore e fatica. Soddisfazione, infine.


Un’ombra scura si avvicina alla catasta maleodorante. Vista dal basso altro non è se non un buco oscuro nella coperta stellata della notte. La luna è nuova. Solo le piccole stelle osservano la scena coi loro freddi occhi distanti. La loro luce non si riflette in quel buco nero. Fotoni che viaggiano per milioni di anni, poi lì cadono. E muoiono.
L’ombra sa che quello che sta facendo è sbagliato, perché tutto sommato se non la scuola poco frequentata, almeno anni di cartoni animati filo ecologici gli hanno posto una pulce nell’orecchio. I film, i programmi televisivi. Concetti come paesaggio, natura da salvare e inquinamento non gli sono estranei. Sa quali saranno le conseguenze del suo gesto.

Altri uomini passarono da quelle terre e le trovarono belle. Il clima caldo, il paesaggio delizioso. Gli altri uomini presero per sé quelle terre. I primi soffrirono difendendole. Alla fine cedettero.
Gli imperi sorsero e caddero. I grandi della Terra fecero ancor più prosperare quel lembo di impero. Soggiogati da quei luoghi. Forse anche per il vulcano che ne teneva a bada la superbia con la sua mole incombente. Un vulcano divino che fece sentire la sua presenza, distruggendo intere città. Ma lontano. Non lì, dove fu piantato anticamente quel palo di legno.

Però la brama di soldi è più forte e poco impiega a distruggere quelle friabili barriere morali, tanto faticosamente costruite. La sete di potere, che sembra muovere solo i cattivi dei film, è in realtà un tarlo che gli rode il cervello. Coi soldi arriveranno le belle macchine. Con le belle macchine le belle donne. Altrettanto vuote. Come lui.

Gli anni si susseguirono. I Secoli. Uomini e donne nacquero e morirono calpestando e amando quelle terre. Arricchendole di colture e culture. L’arte le fece splendere mentre la miseria serpeggiava. Come sempre i ricchi sprecavano ed i poveri morivano. Era così in tutto il mondo. Non è possibile che in quei luoghi non fosse.
Poi alcuni tra i poveri si ribellarono. Alcuni tra i poveri non vollero più soccombere al volere degli inetti che li governavano. Ma non lo fecero in nome del popolo. Non si ribellarono per gli altri. Ma solo per sé.
Con la forza presero dagli altri poveri ciò di cui avevano bisogno. Con le armi rubarono ai ricchi e ai poveri. Con il sangue crearono un loro dominio. Un’istituzione di terrore.

Il giovane uomo che genera quell’ombra nera ha un tremito lungo la spina dorsale, quando sente il verso di un uccello notturno. Una civetta forse. Il verso è come un urlo stridulo. Sembra un grido di agonia che rimbalza sui tronchi degli alberi e muove l’aria, che trema fredda. L’eco si disperde nelle dolci vallate che dividono le colline di quelle terre meravigliose abitate fin da tempi antichi da uomini forti e gentili. Purtroppo anche spietati.
Si stringe nelle spalle e pensa. Il pensiero suo è selvaggio e incostante. Gli viene in mente l’abbraccio di sua madre, che gli manca. La teglia di pasta al forno delle domeniche passate in famiglia, quando l’odore della cucina lo svegliava e annunciava il giorno di festa. Ora non ci sono più giorni di festa. Ha allontanato l’ala protettrice della madre. Ha rinnegato il padre sempre assente. Ha voluto denaro facile. Ma non si è reso conto della disperazione che gli sta rodendo l’anima. Come ruggine.

Sopravvissero a due grandi guerre. Anzi le sfruttarono per insinuarsi nelle stanze del potere. Quei poveri ebbri di ricchezza non vollero più cederla. Volevano soldi, lusso. Divennero uno Stato parallelo accanto a quello ufficiale, che non li combatteva ma con loro volentieri mercanteggiava.
Un giorno lo Stato e questi uomini nuovi, diversi per coscienza e morale dai loro antichi progenitori, si accordarono. La follia guidò le menti.
Lo Stato avrebbe chiuso gli occhi in cambio di denaro. Loro avrebbero distrutto gli scarti dello Stato bruciandoli in aperta campagna.

L’uomo apre la tanica di benzina e versa il contenuto sul cumulo puzzolente. Poi vi getta anche la tanica. Forse bruciando quella plastica sarà il fumo meno dannoso del falò imminente.
Lo zolfo infernale prende fuoco, sfregato sulla carta vetrata della confezione. L’uomo getta la fiamma. Subito lingue alte si sprigionano da quel cumulo. La luce calda illumina un enorme discarica a cielo aperto, dove sono stati gettati i rifiuti di tutto il Paese. Scarti industriali, farmaci scaduti, veleni di ogni sorta.
Le volute di fumo nero illuminato dal basso assumono forme di demoni feroci, che mordono l’aria limpida della notte. Corrono verso l’alto, portandosi dietro i miasmi della morte.
Si disperderanno nella campagna.
Avveleneranno le piogge.
Distruggeranno le coltivazioni.

I demoni creati dall’uomo si insinueranno nell’ambiente. Diventeranno parte del territorio. Possederanno le anime, distruggeranno la carne. 
Le ricche regioni del nord guardano da un’altra parte mentre la campagna brucia.


Nato dal cuore degli uomini. Di tutti gli uomini. Il Male vaga ora libero per la Terra dei Fuochi.

___
un racconto breve di AGO

Questo racconto è stato postato anche sul blog Storie senza tempo.

21 commenti:

  1. se fossi l'editore di un giornale lo schiafferei in prima pagina.

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    1. Se tu fossi l'editore di un giornale, questo mondo non andrebbe così male.

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  2. Solo la prima pagina di un giornale sarebbe poco. C'è una riga di questo racconto che andrebbe scritto su tutti i muri di questo stato inesistente e malato. Una forma di ribellione degna dei buoni propositi di Paul Éluard.
    "Divennero uno Stato parallelo accanto a quello ufficiale, che non li combatteva ma con loro volentieri mercanteggiava."
    Era questa la riga che aspettavo di trovare dall'inizio della lettura. Era questo quello che volevo sentirmi dire da te, che volevo che scrivessi, quando ti ho proposto questo progetto. Grazie AGO, a nome di quello che hai appena fatto per noi. Non appena avrò un po' di tempo mi dedicherò alla lettura di questo racconto... e credimi, non avrò bisogno di recitare questa volta. Ma al massimo di trattenere la rabbia.

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    1. per "lettura" intendevo registrazione... l'ho letto e riletto.

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    2. Hai ragione. Uno Stato inesistente e malato. Uno Stato che permette ai fuochi di bruciare e agli eco mostri di sorgere. Uno Stato che non è fatto per i cittadini ma per i furbi. E i bastardi. E i criminali, che distruggono anziché costruire.

      Trepido per la versione audio.

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    3. allora Emilio aspettiamo la tua registrazione ;)

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  3. Complimenti, è stupendo. Le ultime righe mi hanno lasciata a bocca aperta. Davvero, bravissimo!

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  4. Ciao Chiara, è un piacere risentirti! Grazie mille!

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  5. Belissimo, saluto dalla Repubblica Dominicana

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    1. grazie di leggermi da così lontano!

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  6. l'uomo sarà presto purificato dall'avvento della nuova giustizia non notate che molti carcerati si stanno suicidando? bene i responsabili sono una squadra di giustizieri che rispondo al Dio del Nuovo Mondo non il Dio cattolico il Dio che predona tutto, il nuovo Dio sarà quello che aiuterà i poveri e condannerà i malvagi, i criminali muoiono perché a prenderli viene il grande giustiziere dalle immense ali nere che tutto vede e può giudicare, l'era è arrivata e nessuno può sottrarsi al suo giudizio ma possiamo contribuire tutti a questo Nuovo Mondo basta solamente che iniziamo a distruggere i criminali

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    1. esatto Lui è con noi e libererà il mondo dai malvagi Lui è il Dio del Nuovo Mondo, gli Dei della morte saranno i suoi ministri e giudicheranno i malvagi secondo le Sue regole, solo nel 2011 i suicidi dei detenuti in carcere sono stati 94, 94 persone malvagie sono morte in Italia giudicate dal Dio e punite dai suoi ministri è ora del Nuovo Mondo

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    2. Sono assolutamente d'accordo sulla necessità di una giustizia più efficace e punitiva. Credo però che per arrivare a punire una persona, sia necessario essere sicuri del suo reato. Per far questo esiste solo la via della Legge. Che dovrebbe essere severe ma giusta. Non centra nessun Dio...

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  7. Sono senza parole, vengo da Acerra e questa storia mi ha toccato particolarmente , meriterebbe di essere letta in pubblico, in una sorta di Agorà.

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    1. Il tuo apprezzamento mi rende fiero. Sarei felice di leggere il mio scritto davanti alle persone. Spero solo di smuovere qualcosa negli animi di chi ascolterà...

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  8. posso pubblicarlo sul mio blog? storiesenzatempo.blogspot.com

    indicando l' autore naturalmente.

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    1. Per me sarebbe un onore. Avvisami quando lo fai.

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    2. eccolo qua
      http://storiesenzatempo.blogspot.it/2014/04/terra-dei-fuochi.html

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    3. Grazie. Ho messo un link alla fine del racconto. A presto

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  9. Sono sbalordito da questo racconto dalla chiara tematica ecologica,un racconto inchiesta diretto e giustamente accusatorio,i commenti degli altri utenti sono tutti consoni e condivisi dal sottoscritto e quando dico tutti...intendo proprio tutti!
    Il titolo è perfetto "la terra dei fuochi" come a simboleggiare "l'inferno" in cui viviamo e soffriamo e i demoni sono proprio in primis i politici
    E uno schifo purtroppo!

    AGO ma hai mai tentato di pubblicarlo da qualche parte...non so tipo gazzetta ambiente o su un qualunque periodico che tratta ecologia?
    Meriterebbe davvero di essere inserito in forma cartacea,è vero le cose purtroppo non cambierebbero però aggiungono "voce" in capitolo,in fondo tutti siamo stanchi di ciò.

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    1. Ciao Giuseppe, il tema della Terra dei Fuochi e in generale della violenza dell'uomo verso l'ambiente sono temi che mi stanno molto a cuore. Combatto con ardore l'ignoranza che genera mostri. E demoni.

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