venerdì 20 luglio 2012

Scarpe - racconto breve


Iniziano le vacanze! Finalmente!
Da buon italiano medio, insieme alla famiglia, ho progettato una partenza intelligente. Talmente intelligente da essere quasi stupida. Sveglia alle tre del mattino. Colazione leggera, così i bambini non vomitano in macchina, e via!
Solo che la sera prima mi hanno piazzato una riunione condominiale. Il ventinove giugno. Per discutere di non-ho-ben-capito-quali questioni urgenti. Coglioni.

A nanna tardi quindi. Ora sono qua con le occhiaie che mi arrivano a terra.
Vabbè.
Dopo una cinquantina di chilometri eroici, serpeggiando tra le migliaia di auto di altrettanti italiani medi, altrettanto convinti di aver fatto una grande partenza intelligente, le cedo il volante. Contenta. La cara mogliettina ama guidare, per fortuna
I bambini sono sul sedile posteriore. Grazie al Cielo tutti e due dormono. Il risveglio antelucano è stato troppo faticoso per loro. L’eccitazione per la partenza ha esaurito presto le loro energie. Io mi accomodo sul sedile del passeggero. Lei guida. Ottimo.

Il rollio dell’auto mi concilia il sonno. Due chiacchiere. Mi tolgo le scarpe per stare comodo. Certo sono scarpe stupende. Quando le comprai qualche settimana fa, fu un colpo di fulmine. Ogni volta che le indosso sento il riff della canzone di quell’italo scozzese... come si chiama? I put some new shoes on,
and suddenly everything is right... Esattamente!
Perso nella musica. La testa mi cade. Due o tre volte. Lei parla. A mala pena seguo il filo del discorso. Dopo qualche risposta incoerente, mi addormento.
Non sarebbe mia abitudine dormire in auto. Amo lei e mi fido ciecamente ma c’è qualcosa in quei salottini viaggianti che mi induce a stare sempre all’erta. Sono armi a tutti gli effetti. Ma questa volta no. Il mondo dei sogni si spalanca con le sue meraviglie davanti a me. Fantastico.
Mentre sono immerso in un’avventura degna di George Martin, qualcosa mi artiglia lo stomaco, strappandomi dall’onirico mondo. È una frenata.
Apro gli occhi. Il guard rail mi viene incontro, correndo a più di centocinquanta all’ora. Non che abbia intenzione di abbracciarlo!
L’auto sbatte. I bambini legati alle cinture si svegliano terrorizzati. Iniziano a urlare. Paura e dolore.
Gli airbag si gonfiano mentre tutto comincia a girare.
Terribilmente.
Lentamente.
Infinitamente.
Un altro urto. Più forte. Sono sbalzato dall’abitacolo in un’esplosione di vetri. L’asfalto. Mi accarezza la faccia. È freddo e ruvido. Le mani, i gomiti. Sangue!
Per un attimo è tutto buio. E silenzio.
Quando apro gli occhi: auto ribaltate. Fiamme.
Diversi metri più in là, la mia macchina. Una testuggine inerme. Si dimena sul carapace. A testa in giù i bambini gridano disperati. Mia moglie sembra svenuta. O peggio. No. Si muove!
Tocca a me salvarli. Mi alzo e muovo un passo. Vetri.
Oddio, tutto intorno una distesa di vetri! Acuminati. Pericolosi.
Non ho le scarpe. Le mie scarpe nuove. Me le ero tolte per rilassarmi meglio. Stupido.
Ora come faccio a raggiungerli? Hanno bisogno di me. Ma il dolore è troppo grande. Ho paura di ferirmi. Sto già perdendo un mucchio di sangue e mi brucia dappertutto! Me ne sto qui. Stupida palma sanguinante. Su un’isola deserta. Nel mezzo di un mare di vetri.
Lei mi vede. I suoi occhi dietro ad un velario rosso implorano aiuto. Le loro piccole manine si muovono disperate. Non so cosa fare.
Improvviso. Una palla di fuoco li avvolge. Così dovrebbe essere quell’incantesimo del terzo livello da Mago...
Ma cosa sto dicendo. Se solo avessi ai piedi le mie stupende scarpe nuove. Tutto sarebbe a posto.
Ruggito demoniaco. Le loro voci sono inghiottite dalle fiamme. Divampano.
Il bagliore illumina qualcosa. Tra il rogo e me. Due bellissime scarpe nuove. Miracolosamente indenni. Indifferenti e sublimi.
Sorrido.
I think hello new shoes,  bye bye them blues.
Penso ciao scarpe nuove, addio tristezza.

___
un racconto breve di AGO
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13 commenti:

  1. racconto devastante, demoniaca l'immagine dei bambini affogati nel fuoco, sarebbe bastato che le scarpe fossero state come quelle di dorothy, per far tornare la famiglia a casa sana e salva.
    ma anche tu a fidarti di tua moglie, donna al volante...

    p.s. x le femministe, ovviamente scherzo :-)

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  2. In questo mondo di valori capovolti non sono sicuro di cosa il protagonista reputi più importante.

    PS: sempre stupendi i tuoi shortini!

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  3. Ci sono più punti che parole, praticamente illeggibile. Peccato stile e contenuto secondo me vanno bene (giudizio personale) ma tutti quei punti messi quasi a ogni parola lo rendono veramente illeggibile. Non hanno senso

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    1. Ti ringrazio per il commento. In realtà è proprio questo lo stile che ho scelto consapevolmente. Frasi brevi e spezzate. Pensieri veloci e sconnessi.
      Un fuoco di fila di parole, che stordiscono. Il senso è quello di rendere nel racconto lo stile di comunicazione che è caratteristico del nostro tempo.

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    2. mi piace molto e lo stile è quello che mi piace di più!! great <3

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    3. Grazie Maria Antonietta!!

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  4. Mi è piaciuto. Complimenti.
    E non sono d'accordo con l'Anonimo qui sopra, lo stile che hai scelto è interessante.
    Ciao

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  5. Ribadisco.....ricordi Sclavi...

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  6. Mi è piaciuto molto e anch'io ho trovato lo stile interessante e d'effetto. Complimenti!

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  7. AGO mio questo racconto particolarmente crudo e angosciante,è veramente sublime!
    Lo trovo anche particolarmente realistico,dai un senso di immedesimazione al lettore,incidenti del genere sono all'ordine del giorno praticamente in tutto il mondo.
    I bambini che soccombono nelle fiamme...un vero colpo da maestro,rendi cosi il racconto ancora più angoscioso e soprattutto drammatico.
    Non banale l'idea di inserire il discorso Scarpe oppure "l'incantesimo del terzo livello da Mago",si perchè il cervello va a cazzo di cane sopratutto nelle situazione più disperate,o si va nel panico oppure i pensieri scorrono non so come spiegarlo... con "nonsense".
    Una volta (a 16 anni) mentre ero in motorino (guidava il mio compagno di scuola) una macchina ci ha tirato giù,e appena ci siamo rialzati (con ferite sicuramente non gravi...ma la faccia che era una maschera di sangue) il mio cervello che va a pensare?
    Che il guidatore fosse Claude il protagonista di GTA 3 (celebre videogioco che senz'altro conoscerai) e che tirandoci giù aveva fatto 200 punti.
    In conclusione ottimo racconto AGO

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    1. Dovevi aver preso proprio una bella botta!

      E grazie

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