venerdì 4 aprile 2014

Mattino - racconto breve erotico

I raggi rossi di un sole ancora incerto si facevano strada tra le stecche delle persiane. Scorreva la luce sui pochi mobili, sopra ai quali erano sparsi gli indumenti del giorno prima, e sul muro, che sarebbe stato da tinteggiare ma aspettiamo l’estate, che il lavoro viene meglio.
Dalla sua posizione l’uomo percepiva senza vederli tutti i piccoli particolari di quella mattina di primavera. Il suono smorzato delle auto lungo la strada oltre il giardino, il canto degli uccelli. Voci.
La sua attenzione era rapita dal panorama meraviglioso della schiena nuda di lei, stesa sulle lenzuola sgualcite dalla notte appena trascorsa, i cuscini gettati di lato. Lei si sollevò porgendogli le natiche calde e morbide. Gli si offriva con tutta la sonnacchiosa voluttà del mattino.
Lui si abbassò per baciarle la curva della schiena bianca, poi continuò baciandola delicatamente fino alle cosce morbide.
La sua lingua iniziò a sfiorarla. Sempre più audacemente la lingua di lui danzò intorno all'ano di lei, che godeva di quell'inusuale gioco.
Lui non si fermò. Proseguì nella sua discesa verso l'intimità di lei, che trovò grondante per il piacere atteso. Vi affondo la bocca. Lecco e succhiò.
Con una mano la teneva stretta. Con l’altra le afferrava i seni, stringendo tra le dita i capezzoli eccitati. A volte quella mano audace aiutava la lingua, dandole altro piacere quando sfiorava il clitoride o massaggiava l’ano.
Sentiva l’orgasmo che si stava avvicinando ma a lui quel gioco piaceva troppo per farlo terminare subito. Rallentò il ritmo. Si scostò baciandole le gambe.
Finalmente il piacere di lei alla arrivò, lento e immenso come un'onda del porto.
Soddisfatto come un leone che alzi la testa dalla carcassa della sua preda, con le fauci lorde di sangue, lui scosto la bocca fradicia dell'orgasmo di lei.
Trovò ancora il panorama familiare di prima, ma come dopo una tempesta.
La schiena inarcata non più distesa. Il letto ancora più sgualcito. Lei con la testa tra le mani mentre ansimava.
Lui non aspettò oltre. La tenne ferma, la penetrò. Si trovò immerso in un’ondata di calore, che lo fece eccitare ancora di più. Affogò in lei., che rispose con gemiti e parole, senza negarsi, senza allontanarlo. Era con lui in quel loro angolo di inaspettato paradiso, che si erano regalati.
Quando anche in lui esplose il piacere, lei lo seguì. Di nuovo.
Rivestendosi, si scambiarono sguardi complici, pieni delle parole che si dicono quando ancora l’odore dell’amore riempie la stanza.
Lui la guardò. Ci rivedremo questa notte? Oppure mi userai quel dolce dolore: la separazione?
Sai che non posso. Non possiamo. Addio.

Si salutarono con un lieve bacio. Ognuno tornò sulla sua strada.

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un racconto breve erotico di Ago

15 commenti:

  1. è così strano come a volte le parole si trovano e si lasciano, e così anche le persone, il rivestirsi l'ho sempre odiato, è il momento dell'addio sussurato, dell'addio che ti spinge sul piatto del mondo.

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    1. Per amare bisogna essere nudi.
      Vestirsi è come indossare una maschera.

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    2. Vero... ma c'è bisogno di rivestirsi... per potersi spogliare un'altra volta e ricominciare il gioco dell'amore. Questo pensiero a me scaccia la tristezza di quel momento.

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    3. Giusto! Ma l'addio è a volte lancinante.

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  2. Da ragazzina ingenua e idealista qual ero ho sempre pensato che due, dopo aver fatto l'amore, fossero legati da un filo invisibile, qualcosa che li rendeva diversi da prima, irretiti da un velo impalpabile solo loro.
    Prima di sperimentarlo.
    E' stato deludente scoprire che così non è.

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    1. So che un po' di quella ragazzina ingenua e idealista in fondo è rimasta, però è vero che quel filo è talmente sottile da essere quasi inesistente e pronto a spezzarsi al più piccolo spirar di vento.

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  3. E' scritto bene. Ho storto il naso davanti questa metafora:

    "Soddisfatto come un leone che alzi la testa dalla carcassa della sua preda, con le fauci lorde di sangue, lui scosto la bocca fradicia dell'orgasmo di lei"

    mi sembrava sbagliata, perchè non c'era niente di mortifero nella scena, invece poi mi sono ricreduto. Questa metafora del leone e della carcassa è adeguata perchè poi l'uomo e la donna si separano, quindi si: c'è qualcosa di mortifero. C'è un'uccisione e una carcassa.

    Questo testo va benissimo come palestra personale dello scrittore, va bene per un blog letterario (se il blog è inteso come una palestra allargata). Però un testo del genere - o un romanzo di questo genere - non credo abbia molto senso, se pubblicato. Perchè si racconta una scenetta erotica - con separazione finale - e ok: in letteratura circolano cose del genere - e scritti molto meglio - da almeno un secolo. Insomma: non dice niente che non sia già stato già detto, è come una cover, niente che faccia andare avanti la letteratura e quindi, in definitiva, niente che abbia senso compiuto.

    La mia critica non è nè indirizzata all'autore nè al testo in sè, è solo una riflessione su cosa ha senso pubblicare o meno, di questi tempi. (E riteniamo in questo caso la pubblicazione in un blog una non-pubblicazione).

    Grazie per la segnalazione, segnalatemene altri e io avrò il piacere e l'interesse di leggere e commentare. Saluti.

    Nino Fricano

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    1. Ciao Nino, grazie per l'analisi così minuziosa.
      Apprezzamenti e critiche.
      Sicuramente ti avviserò delle prossime pubblicazioni.

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  4. Un racconto dolce che lascia l'amaro in bocca.
    Zucchero nel caffè.

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    1. Meglio il caffè amaro amico mio.

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  5. ok nella forma ma vuoto nei contenuti.
    L'atto sessuale in sè è di una noia mortale, ciò che lo rende vivo è quello che rende vivo ogni racconto: Personaggi, situazioni e soprattutto...la storia!
    Ossia tutto quello che qui non c'è.

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    1. Questa è una fotografia. Il prima non interessa e il dopo si perderà. È un attimo

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    2. E' quello che cercavo di dire.
      Le cose più interessanti sono il prima e il dopo. Quello che c'è in mezzo, ossia la minuziosa descrizione del coito tra i due, è vuoto e povero di senso.
      Queste sono fantasie intime. Io credo non si debba scrivere per sè stessi, ma per gli altri.

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  6. A me è piaciuto e anche eccitato tantissimo questo racconto.
    Non solo mi è piaciuto,ma anche stupito e mi riferisco sopratutto al finale.
    Leggendo il racconto si ha l'impressione che in quel letto d'amore ci fossero due innamorati,invece che due "estranei" con la sola differenza che l'uomo nutriva un qualche (e forse anche di più) sentimento nei confronti della donna.
    E un addio particolarmente triste...due che hanno fatto l'amore e poi ognuno per la propria strada....e magari un giorno rincontrarsi magari su una stessa strada e fare finta di nulla.
    Analizzando il contesto erotico della storia,AGO per me è fatto bene,hai usato un linguaggio giusto e misurato,senza eccedere sui particolari,e inoltre fornisci come al solito una buona descrizione del luogo in cui è ambientata la vicenda.
    AGO la caratteristica di noi sensibili e di noi che al primo posto l'amore e che siamo anche passionali fisicamente.
    Amore e sesso SONO un mix perfetto ma non sempre corrisposto!!

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    1. Concordo. Amore e sesso non possono essere separati.

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